Anche i bambini italiani si travestono.
HALLOWEEN NIGHT
I mostri sepolti si svegliano, licantropi urlano, le streghe inforcano le scope e sfrecciano nel cielo, dalle foreste di querce escono gli gnomi e dal ventre della terra scaturiscono demoni abissali… tutto questo è Halloween. Le origini di questa festa diffusa oggi in tutto il mondo fanno riferimento alla tradizione Celtica.
Alla vigilia di tutti i santi i Celti celebravano l’arrivo dell’inverno accendendo fuochi e danzando con indosso maschere spaventose. Ai giorni nostri questa antica festa si festeggia la notte del trentuno Ottobre. I bambini solitamente si mascherano e bussano alle porte delle case dicendo “Trick or troat” cioè “dolcetto o scherzetto”. Chi apre la porta offre dolcetti e caramelle. Tredici è per eccellenza il numero nei paesi anglosassoni e in America è sinonimo di disgrazia e sventura. Infatti tredici devono essere le porte alle quali i bambini bussano spaventando a morte coloro che non aprono la porta o si rifiutano di riempire le mani di dolcetti. Ci sono vari simboli e tradizioni, che però in Italia non sono ancora molto diffusi. Diffusissime ad Halloween sono le zucche intagliate con dentro una candela: la tradizione serve a tenere lontani gli spiriti della notte. In base al rituale del fuoco, i focolari domestici vanno spenti all’inizio della festa per far sembrare le case disabitate e ingannare così gli spiriti maligni, che nella notte tornano sulla terra per impossessarsi dei vivi e vendicarsi dei torti subiti. L’uso più comune in Italia è quello di creare fantocci rappresentanti: streghe, fantasmi, pipistrelli. Le vetrine dei negozi in questo periodo sono tutte addobbate in modo spaventoso a dimostrazione della multietnicità del nostro stato.
Antonio Molaro
V B
Plesso Capoluogo
